Hyperversum - Cecilia Randall

   

Note dell'autrice

Hyperversum

Hyperversum non vuole essere un romanzo storico, ma un racconto fantastico, anche se sfiora un avvenimento realmente accaduto come la battaglia che il 27 luglio 1214 a Bouvines contrappose Francia, Inghilterra e Impero, tenendo dietro le quinte il Papato.

Mi sono presa libertà storiche e geografiche: come Ian Maayrkas, ho inserito alcuni dati storici come base dell'avventura e ho lasciato che il mio Hyperversum, la mia fantasia, elaborasse liberamente la trama.

Ciò nonostante, ho cercato di rimanere fedele alle fonti e di rispettare almeno nelle linee generali persone, luoghi, costumi ed eventi. Molti personaggi nominati nel testo sono storici, primo tra tutti quel Guillaume de Ponthieu che nel 1214 aveva 35 anni ed era cavaliere crociato, figlio del conte Jean de Ponthieu morto in Terrasanta al seguito di Filippo Augusto.

Intorno a questa figura ho ricamato la mia trama, così come ho giocato con le biografie di tutti i personaggi storici, accostandovi figure di fantasia. Ho inventato Isabeau de Montmayeur, Jerome Derangale, Guillaume de Mariecour e François de Béarne e spero di essere riuscita a non farli sfigurare al fianco di personaggi realmente esistiti, come Henri de Bar, Etienne de Sancerre o Henri de Grandpré.

Con la geografia ho giocato come con la storia. Ho cercato di rispettare il più possibile i luoghi reali, accostandoli però a luoghi inventati. I feudi di Béarne e di Montmayeur non sono mai esistiti, li ho immaginati per ambientarvi la mia trama, collocandoli sul confine della Fiandra dell'epoca, tra le colline dell'Artois e la regione dell'Hainaut. La cartina che si trova in questo sito è perciò inventata da me, ricalcando i confini dei feudi dell'epoca, ma introducendo le varianti di cui avevo bisogno per la narrazione.

Nelle descrizioni degli usi e costumi del tredicesimo secolo sono stata invece molto più rigorosa e spero che le mie fonti non mi abbiano tradita. Eventuali imprecisioni sono comunque da imputare a me soltanto.

Non me ne vogliano gli esperti di storia per tutte le libertà che mi sono presa nell'elaborare questa trama. Ho voluto giocare tra la realtà e la fantasia e l'unico scopo è stato il divertimento.

Il Falco e il Leone

Ho giocato di nuovo con la storia e con la geografia.

Dunchester non è mai esistito e nemmeno Glenhaven; i Martewall e i Murrow, inventati da me, non hanno avuto parte nelle vicende d'Inghilterra. È invece storicamente vero che a Natale del 1214 i baroni inglesi si riunirono in una località chiamata Bury St.Edmunds, per decidere la loro strategia contro re Giovanni Senza Terra. A gennaio 1215 iniziarono la rivolta armata che portò prima alla firma della Magna Charta Libertatum e poi allo sbarco di Luigi, Principe di Francia, in Inghilterra.

Nel mio racconto ho quindi intrecciato ancora una volta figure di fantasia come Geoffrey e Harald Martewall a figure storiche come il famigerato Giovanni Senza Terra, William di Salisbury, detto Lunga-Spada, o Robert Fitz-Walter, che le leggende vogliono padre della celeberrima lady Marian, promessa sposa di Robin Hood.

Le ricerche sulle tecniche di guerra e d'assedio sono state laboriose e divertenti e spero abbiamo dato buoni frutti.

Chiedo in ogni caso perdono agli storici per eventuali imprecisioni o ingenuità che dovessero essermi sfuggite nel corso di questa trama.

Il Cavaliere del Tempo

Questa volta è stato più difficile giocare con la Storia, avendo come sfondo un episodio tanto sanguinoso come la Crociata Albigese e dovendo districarmi tra innumerevoli fonti, a volte discordanti tra loro. Per i miei scopi, ho inventato la città di Pienne, così come i castelli di Morges, Le Noir e Séour. Gli episodi immaginati prendono soltanto spunto da fatti realmente avvenuti durante quegli anni feroci di guerra in Occitania, in luoghi come ad esempio Carcassonne e Tolosa, oltre alla tristemente famosa Béziers.

Pur avendo viaggiato con la fantasia, mi auguro di essere riuscita a rendere almeno l'idea dell'atmosfera che si respirava nel meridione della Francia agli inizi del XIII secolo. Volutamente ho solo sfiorato un argomento che ha fatto scrivere fiumi d'inchiostro dal Medioevo fino ai giorni nostri: le guerre di religione sono faccende delicate, buie e tristi e possono essere raccontate nel dettaglio solo da chi ha la competenza e l'autorevolezza per farlo.

Una nota a margine meritano invece le citazioni musicali all'interno di questa trama. Ty Hamilton, come me, è un appassionato di hard rock ed è un fan - immagino che molti lo abbiano già intuito - dei grandi Guns n' Roses.

Hyperversum però ha una sola colonna sonora: le canzoni dei miei amatissimi Bon Jovi.

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